SUL SENTIERO DELLA RESISTENZA

Il 6 dicembre scorso, per la terza volta nell’anno centenario della nascita di don Lorenzo Milani, da Vicchio, nel Mugello, sono salito in pellegrinaggio a Barbiana per soffermarmi ancora una volta sulla tomba del “priore” nel piccolo cimitero in basso della scuola.

Salendo lentamente le pendici del Monte Giovi, mi soffermo a guardare e meditare i pannelli, ben 33, molto belli, disegnati da studenti dell’Accademia delle belle Arti di Firenze e altre scuole, che formano il Sentiero della Resistenza che precede il Percorso della Costituzione, quel sentiero che don Lorenzo aveva attraversato in una giornata di pioggia, il 6 dicembre 1954, per raggiungere Barbiana.

L’itinerario parte dal cippo che ricorda una delle innumerevoli stragi nazifasciste, in un racconto storico che prende il via dalla posizione, nel 1965, del “priore” e dei ragazzi e ragazze della scuola di Barbiana in difesa dell’obiezione di coscienza (non devo uccidere). Il sentiero si conclude in cima al Monte Giovi dove operarono durante la guerra alcune formazioni partigiane protagoniste della liberazione di Firenze (1944).

Una “stazione” mi colpisce particolarmente. Vi leggo che il 6 marzo 1944 (quindi 80 anni fa) due brigate partigiane del Monte Giovi, riuscirono a occupare Vicchio. Reazione dei fascisti: in un rastrellamento in zona catturano undici ragazzi renitenti alla leva. Dopo un processo sommario, che suscitò sdegno del direttore del carcere fiorentino delle Murate, cinque di loro – Leandro, Ottorino, Antonio, Adriano e Guido, tutti tra i 21 e i 23 anni – furono condannati a essere fucilati a Firenze Campo di Marte.

Il cappellano militare tentò di salvare quelle vite chiedendo l’intervento del cardinale Elia Dalla Costa, che invano cercò di contattare i responsabili, resisi irreperibili. La loro esecuzione, il 22 marzo 1944, fu una drammatica messa in scena. Anche un gruppo di cittadini e non solo le reclute furono costretti ad assistere alla fucilazione, mentre da qualcuno si levava una voce: Ma perché li uccidete?

Alla tv vediamo scene di persone uccise, bambini e mamme soprattutto, dalle bombe nella Striscia di Gaza, in Ucraìna, e ovunque ci sia guerra. Non abituiamoci e non dimentichiamo mai che la vita è sacra, quella di un bambino o una bambina israeliani, palestinesi, ucraìni.