GAZA, LA SPERANZA DELLA PACE

 

Nello scorso numero di PM, abbiamo ricordato la lettura, tra i ruderi della chiesa di Santa Maria Assunta a Casaglia di Monte Sole a Marzabotto (Bologna), dei nomi dei 12mila bambini e bambine uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023 allo scorso 15 luglio.

Ed ecco, quasi improvviso, l’annuncio di un accordo sull’inizio del processo di pace tra Hamas e Israele regalarci «una scintilla di speranza in Terra Santa», come ha detto papa Leone in piazza San Pietro a Roma domenica 12 ottobre.

All’annuncio della tregua, in Gaza come in Israele si sono viste scene di giubilo: finalmente cessavano i bombardamenti, gli ostaggi in mano ad Hamas sarebbero stati liberati e gli aiuti sarebbero tornati a entrare a Gaza.

Le piazze italiane, europee e non solo si sono riempite di gente, in gran parte amante di una pace “disarmante e disarmata”, come la sogna papa Leone, per dire basta al massacro per fame di un intero popolo, basta a morte e macerie.

Quella voce è stata ascoltata.

E ora noi siamo qui a sognare. Ci vorrà coraggio per ambedue le parti, quella palestinese e quella israeliana, per proseguire «il percorso tracciato, verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese», come ha detto ancora Leone.

E noi? Possiamo ricordarli a scuola, con i nostri insegnanti, e simpatizzare con questi due popoli perché, giorno dopo giorno, tornino a riscoprire che l’altro non è un nemico, ma un amico e fratello a cui guardare, perdonare, offrire la speranza della riconciliazione.

Papa Leone ha concluso le sue parole rivolgendosi a quanti, in questi due anni di guerra, hanno perso casa, figli, parenti, amici, terra…dicendo: «Con tutta la Chiesa sono vicino al vostro immenso dolore. Oggi soprattutto a voi è rivolta la carezza del Signore, la certezza che, anche nel buio più nero, Egli resta sempre con noi: “Dilexi te – Ti ho amato”. A Dio, unica Pace dell’umanità, chiediamo di guarire tutte le ferite e di aiutare con la sua grazia a compiere ciò che umanamente ora sembra impossibile».