PACE PRIMO DONO DI PASQUA

Il Risorto, che attraversa le chiusure delle porte e dei cuori, augura la pace ai discepoli e li manda a conquistare il mondo non con le armi ma come pecore in mezzo ai lupi, con la potenza inerme dell’annuncio del vangelo.

La pace dunque, vero primo dono di Pasqua.

Noi europei, invece che di pace, stiamo a discutere di riarmo e difesa, di cifre folli (miliardi) da spendere in strumenti di morte…senza arrivare a fare i conti con il nostro recente passato: la fine della Seconda guerra mondiale, sanguinario conflitto che ha fatto decine e decine di milioni di morti, finito 80 anni fa con “la liberazione” che celebriamo il 25 aprile.

Intanto l’Unicef, l’organismo dell’Onu che si occupa di bambini e bambine, ci segnala che cosa è successo a loro a tre anni dall’inizio del conflitto in Ucraìna, che definiamo “guerra a bassa intensità”.

La verità? Un bambino ucraìno su 5 ha perso un familiare o un amico; ogni settimana perdono la vita o vengono feriti 16 bambini; un terzo dei piccoli ha lasciato il Paese; ogni bambino di 3 anni non ha conosciuto che la guerra ed è sfollato, spesso separato dal papà; 5,1 milioni di bambini sono stati costretti, da paura e sofferenza, a scappare dalla loro casa sotto attacco…

E allora? Ascoltiamo papa Francesco che, dal suo letto d’ospedale, ci dice che la guerra appare ancora più assurda. In Ucraìna, certo, ma anche a Gaza dove, rotta la tregua, si è ripreso a bombardare e uccidere mamme, bambine e bambini.

Francesco ci invita a “disarmare le menti per disarmare le menti e disarmare la Terra”. Parole che anche Roberto Benigni ha richiamato nel suo programma Il sogno (Rai1, 19 marzo) parlando di Europa.

Abbandoniamoci anche noi al sogno di un mondo di pace.

Buona Pasqua!