LA SOFFERENZA CON GLI OCCHI DEI PIU’ PICCOLI

Sono anch’io davanti al televisore la sera di venerdì 2 aprile per prender parte, benché a distanza, alla Via crucis di Francesco in piazza san Pietro. Mi emoziono ad ascoltare le meditazioni e le preghiere e godo dei disegni dei bambini e bambine, ragazzi e ragazze.

Le meditazioni e le preghiere degli scout di Foligno I e dei ragazzi della parrocchia romana dei Santi Martiri d’Uganda ‒ dove anche i comboniani danno una mano nel servizio pastorale ‒ ci hanno aiutato a guardare alle sofferenze dell’umanità intera, soprattutto in questo tempo segnato dalla pandemia.

A scandirle, nell’atrio della basilica, quattro lettori giovanissimi, una ragazza e una bambina e due ragazzini, che, in alcuni passaggi, non hanno nascosto l’emozione: «Insegnami, Gesù, a essere gentile con gli altri…fammi aiutare chi ha bisogno…permettimi di fare la brava…vorrei perdonare chi mi prende in giro ed essergli amica… aiutami a rispettare gli altri bambini…benedici i nostri genitori e quanti collaborano con loro nella nostra educazione».

Quando la lettrice più piccola arriva alla nona stazione, ed esprime “la tristezza della solitudine” che a volte diventa insopportabile, il sentirsi dei bambini “abbandonati da tutti”, e dice che le mancano i nonni, che non vede da un anno perché “potremmo farli ammalare di covid”… Il Papa nella preghiera chiede al Signore: «Illuminaci in questa notte buia, perché non ci smarriamo in questo periodo difficile».

Papa Francesco, al termine del rito, prima di ritirarsi all’interno della basilica, parla ai piccoli, come fosse un nonno, con le sue mani che accarezzano i capelli di uno che gli si avvicina, poi con il braccio ne stringe a sé un altro. Alla fine sono quattro, tra i tre e i sei anni, che accompagnano per un breve tratto il papa che lascia il sagrato.

Mi sembra di riascoltare Gesù che dice: «Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli» (vangelo di Matteo 19,14).

E, a proposito di bambini e bambine, non dimentichiamo le mamme… a tutte, buona festa!